La crepa nei rapporti

Trump, schiaffo a Musk dalla Casa Bianca sull’ultima iniziativa del presidente-ombra: “Non rispondete alle sue email”

Esteri - di Carmine Di Niro

25 Febbraio 2025 alle 12:25

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Brandon Bell/Pool via AP
Brandon Bell/Pool via AP

Chi comanda a Washington, Donald Trump o il suo sodale e principale sostenitore (anche economico) Elon Musk? È la domanda da porsi dopo la clamorosa smentita da parte della Casa Bianca all’ultima trovata dal miliardario sudafricano, posto dal presidente a capo del neonato Dipartimento per l’efficienza governativa, il Doge.

Nei giorni scorsi infatti Musk aveva comunicato via X, il “suo” social network, che il Doge aveva inviato migliaia di mail ai dipendenti delle varie agenzie federali in cui si invitava quest’ultimi ad illustrare in cinque punti ed entro la mezzanotte di lunedì (le 6 di martedì in Italia, ndr) l’attività svolta nel corso della settimana appena conclusa: la mancata risposta alla mail era equivalente, secondo Musk e il Doge, ad una lettera di dimissioni.

Una trovata che è troppo anche per Donald Trump. Prima l’Fbi, il Federal Bureau of Investigation totalmente rivoluzionato dall’arrivo del tycoon alla Casa Bianca, che ha piazzato come direttore un personaggio a dir poco controverso come Kash Patel, ha riferito ai suoi dipendenti di non rispondere al Doge: alla base in questo caso anche i rischi di divulgare informazione riservate sulle loro attività.

Ma nelle scorse ore, come riferisce il Washington Post, l’ordine di non rispondere è stato inviato direttamente dall’amministrazione Trump, e in particolare dall’Office of Personel Management che risponde direttamente alla Casa Bianca, a tutte le agenzie federali coinvolte nell’iniziativa del Doge.

In particolare l’OPM ha smentito Musk precisando che la replica è su base volontaria e non c’è il rischio di licenziamento. Secondo la Cnn, che ha preso visione del messaggio, l’ufficio spiega in modo inequivocabile che “la risposta è volontaria e la mancanza di essa non equivarrà alle dimissioni”. L’Office of Personel Management nel frattempo dovrà decidere come gestire le email dei lavoratori che hanno deciso di rispondere.

Uno strappo evidente quello tra Trump e Musk, che il presidente ha provato a smorzare parlando con la stampa nello Studio Ovale. Ufficialmente, ha detto Trump per abbassare i toni, nessun ente ha una posizione conflittuale rispetto a Musk. Chi ha dato indicazione di non rispondere “sta solo dicendo che alcune persone non devono dire cosa hanno fatto la scorsa settimana. Al di là di questo, tutti hanno pensato che” la richiesta “sia stata un’idea brillante“, si è spinto a dire Trump ai cronisti presenti.

Probabilmente proprio in virtù delle parole di Trump, Elon Musk ha rilanciato la sua proposta. Il miliardario e boss di Tesla ha riproposto la sua “idea”: “Sarà data loro un’altra possibilità. La mancata risposta una seconda volta comporterà il licenziamento”, ha scritto su X il capo del Doge.

25 Febbraio 2025

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