Scontro in maggioranza

Gelo Salvini-Tajani, Lega all’attacco su riarmo e rapporti con gli Usa: “Populisti quaquaraquà”, e Forza Italia gli sfila un deputato

Politica - di Carmine Di Niro

24 Marzo 2025 alle 13:09

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Foto Roberto Monaldo / LaPresse
Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Arma di distrazione di massa per nascondere quello che sta emergendo tra le fila della maggioranza, ovvero uno scontro totale tra i suoi principali alleati. La trovata di Giorgia Meloni sul manifesto di Ventotene per alcuni giorni ha centrato il suo obiettivo, salvo poi crollare nelle ultime dietro le ultime uscite pubbliche e non dei suoi vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani.

I rapporti tra Lega e Forza Italia sono ormai ai minimi termini, un gelo “glaciale” tra i due alleati della premier. Quest’ultima ormai da tempo è in difficoltà e particolarmente irritata per l’attivismo politico di Salvini sui dossier internazionali: dalla telefonata al vicepresidente Usa JD Vance alle dichiarazioni del capogruppo del Carroccio Riccardo Molinari sul partito che “non ha dato a Meloni il mandato di approvare il piano” di riarmo proposto da Ursula von der Leyen in Europa.

Prese di distanza che la premier accoglie con sempre maggiore rabbia ma che “giustifica” con l’avvicinarsi ad aprile del congresso leghista. Ma le uscite di Salvini e soci certamente non fanno contento Antonio Tajani, che un giorno sì e l’altro pure si trova costretto a ribadire che la politica estera dell’esecutivo è dettata dalla premier e dal ministro degli Esteri.

Eppure dalla Lega, tramite il fedelissimo salviniano Claudio Durigon, arriva anche un ulteriore rilancio e l’invito al titolare della Farnesina a “farsi aiutare” nel rapporto con gli Usa, perché “è in una posizione un po’ difficile” visto che “è un sostenitore di Ursula e del suo piano di riarmo e sappiamo tutti che von der Leyen non ha grandi rapporti con l’amministrazione americana”.

Troppo per il solitamente pacato Tajani, che da un vertice del partito a Milano benedetto a distanza da Marina Berlusconi, con i big riuniti all’ombra di un programma che sin dal titolo fa capire bene la posizione degli azzurri, “Forza Europa”, sbotta. Il leader di FI e vicepremier non parla apertamente della Lega, ma il destinatario del suo discorso sul “partito quaquaraquà parla e dice senza studiare e riflettere” è evidente a tutti. Tajani poi passa al ‘dantesco’ per smorzare i toni: “Avolte ci attaccano anche aspramente, “non ragioniam di lor ma guarda e passa’”, dice ai suoi il vicepremier.

Che mentre in pubblico continua a ricevere “cazzotti mediatici” dai leghisti, sottotraccia lavora per sfilare all’alleato Salvini una parte del partito. Nel momento peggiore nei rapporti tra i due movimenti va infatti segnalato il passaggio del deputato Davide Bellomo dal Carroccio a Forza Italia. Parlamentare pugliese ma nato ad Ascoli da papà siciliano e mamma calabrese, nella Lega dal 2019, è traslocato tra gli Azzurri perché in disaccordo con la linea politica del Carroccio: “ Sono entrato in un partito territoriale che ambiva a diventare nazionale e mi sono ritrovato in Europa al fianco di AfD e Orbán”, dice Bellomo, anche se già nel 2019 Salvini e soci erano già ampiamente schierati tra l’estrema destra europea. Punto su cui il neo-deputato forzista spiega che c’è stata “una escalation”, mentre lui è “un europeista convinto”. E non nega che, pur essendo la sua una “scelta personale”, è altrettanto “evidente che ci siano diversi in disaccordo con la linea di Salvini”.

Quanto basta per spingere le opposizioni a parlare di “sfiducia della Lega nei confronti di Tajani” e di un governo sostanzialmente in crisi. Per la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein dopo lo scontro tra Lega e Forza Italia “in qualsiasi Paese avrebbe già aperto una crisi di governo”.

24 Marzo 2025

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