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Peppino Di Capri, vita e carriera di una leggenda della canzone italiana: il film “Champagne”, Sanremo, la moglie, i figli

Cresciuto in una famiglia di musicisti, dotato di orecchio assoluto. 15 volte al Festival, due vittorie e tantissimi successi. "Champagne" l'aveva scritta per Modugno o Aznavour

Spettacoli - di Redazione Web

24 Marzo 2025 alle 16:04

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COLLAGE DI FOTO DA LAPRESSE
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Avrà il volto dell’attore e cantante Francesco Del Gaudio il protagonista di Champagne – Peppino di Capri, film per la televisione prodotto da Rai Fiction e O’Groove, per la regia di Cinzia TH Torrini, con la sceneggiatura di Michele Pellegrini e Maria Sole Limodio e soggetto di Pierpaolo Verga e Maria Sole Limodio, in onda in prima serata lunedì 24 marzo su Rai 1. Come si legge dall’Ufficio Stampa Rai “non è solo il racconto della vita del cantante che ha fatto ballare e innamorare intere generazioni, dall’infanzia durante la guerra fino all’affermazione come musicista completo e maturo nei primai anni ’70, bensì un percorso attraverso decenni fondamentali per la storia del nostro paese, senza tralasciare il lato più intimo e fragile dell’uomo”.

All’anagrafe Giuseppe Faiella, Di Capri è nato a Capri il 27 luglio 1939. Questione di famiglia, la musica, con il nonno che suonava in una banda locale e il padre che oltre a essere musicista aveva un negozio di dischi e strumenti musicali. Aveva soltanto quattro anni quando il bambino si esibì per la prima volta, con il pianoforte, per le truppe americane di stanza sull’isola durante la II Guerra Mondiale. A sei anni cominciò a studiare pianoforte con un’insegnante tedesca a Napoli. Fin da subito evidenti le doti del piccolo, dotato di orecchio assoluto.

Ancora ragazzo ha vinto il programma Rai “Primo Applauso”. Cominciò a esibirsi con il Duo Caprese nei night club di Capri e Ischia e con il complesso Capri Boys. La casa discografica di Milano Carisch propose al gruppo un contratto. Il complesso prese il nome di Peppino di Capri e i suoi Rocker. A cambiargli la carriera e la vita la canzone Champagne, che all’inizio aveva pensato per altri interpreti. Aveva pensato a Domenico Modugno e a Charles Aznavour. “Il problema fu convincere gli autori che erano già a Parigi per parlare con l’agente di Aznavour. ‘Dobbiamo tornare indietro?’. ‘Sì’”, ha raccontato in un’intervista a Il Corriere della Sera. Si è vociferato di cinque milioni soltanto di diritti d’autore.

Di Capri anche da apripista ai Beatles per i concerti italiani del gruppo che ha cambiato la musica per sempre. Al volgere tra gli anni ‘60 e ‘70 anche un momento tormentato mentre la musica italiana cambiava spostandosi verso il rock e la canzone d’autore impegnata. A risollevarlo una serie di canzoni e il Festival di Sanremo, cui Di Capri ha partecipato per 15 volte. Era il 1973 quando lo vinse la prima volta, con Un grande amore e niente più, brano firmato anche da Franco Califano. La seconda volta nel 1976 con Non lo faccio più. Esattamente vent’anni fa l’ultima partecipazione alla kermesse, con La panchina, nel 2005.

Due i matrimoni, nel 1961 con la modella Roberta Stoppa, con cui ha avuto il figlio Igor, e nel 1978 con Giuliana Gagliardi, biologa, morta nel luglio 2019 a 68 anni, con cui ha avuto altri due figli: Edoardo e Dario. Quella di Peppino Di Capri è stata una carriera che ha fissato una specie di archetipo, il crooner elegante aperto alle influenze straniere e a nuove influenze, ricchissima di successi come E mo e mo, Roberta, Let’s twist again e St. Tropez Twist.

 

 

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24 Marzo 2025

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