La pace con la forza
Tregua in Ucraina, cosa è stato deciso durante il vertice di Parigi dei ‘volenterosi’ europei: Macron e Starmer con l’elmetto
“Il nostro obiettivo è ottenere la pace e vogliamo costruirla con la forza. La Russia finge di aprire negoziati”, dice il presidente francese al termine del summit dei 31 paesi alleati dell’Ucraina. Unanimità sulle sanzioni a Mosca, ma non sull’invio di soldati a Kiev
Esteri - di Umberto De Giovannangeli

A Parigi nasce l’Europa con l’elmetto. A guida anglofrancese. Chi vuole si accodi, c’è spazio nel “club dei volenterosi”. La linea evocata è a parole molto chiara e netta: la pace attraverso la forza. A parole, per l’appunto, perché il padrone di casa, all’Eliseo, deve ammettere che sì, sulle sanzioni a Mosca c’è l’unanimità, ma non così per l’invio di soldati a Kiev. È il succo del nuovo vertice dei Paesi “volenterosi” per l’Ucraina. Da Macron, all’Eliseo, 31 alleati di Kiev, fra i quali l’Italia, rappresentata dalla presidente del Consiglio Meloni. Sul tavolo, c’era la «finalizzazione» delle garanzie di sicurezza da offrire nel caso di un accordo di pace con la Russia. C’era anche il presidente ucraino Zelensky, già ricevuto l’altro ieri all’Eliseo, dove Macron ha annunciato ulteriori aiuti militari della Francia per 2 miliardi di euro.
Al termine del summit, la parola a Macron: “Il nostro obiettivo è chiaro – esordisce nella conferenza stampa conclusiva il presidente francese – ottenere la pace. Noi, trentuno Paesi, vogliamo costruire questa pace con la forza. Il presidente Zelensky ha avuto il coraggio di accettare il cessate il fuoco, ma ogni giorno i bombardamenti continuano, sempre più forti. Difficile dire che ci sono negoziati di pace quando questi danno origine a tre comunicati diversi. Il nostro primo messaggio chiaro è che continueremo a sostenere il popolo ucraino. La Russia finge di aprire negoziati. Allora ci mobilitiamo per aiutare ancora l’Ucraina. Abbiamo deciso di accelerare i prestiti all’Ucraina per permettere gli acquisti di artiglieria. Abbiamo anche riconosciuto che non è il momento di togliere le sanzioni alla Russia. Vogliamo mantenere la pressione. Poi abbiamo evocato la preparazione e il monitoraggio del cessate il fuoco. Dobbiamo dare la responsabilità all’Ocse? Alle Nazioni Unite? Abbiamo dato mandato ai ministri degli Esteri di presentare proposte concrete nei prossimi giorni”.
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Incalza Macron: “Dobbiamo proteggere l’Ucraina e dissuadere la Russia dall’attaccarla di nuovo. Le forze di sicurezza non sono forze di mantenimento della pace, non si sostituiscono all’esercito ucraino e non combattono sul fronte, sono forze composte da alcuni Stati, non tutti perché non c’è unanimità su questo, che possano rassicurare l’Ucraina sul fatto di non essere attaccata di nuovo, dopo un eventuale cessate il fuoco. Il terzo pilastro del nostro impegno è il rafforzamento della nostra architettura di sicurezza, a livello europeo. Dobbiamo aumentare gli investimenti e anche il coordinamento delle nostre industrie della difesa”. Si vedrà nei prossimi giorni e settimane la rispondenza concreta, Paese per Paese, agli impegni assunti. Una cosa è certa: i players centrali, o meglio dire, visto l’argomento, i commanders- in- chief, sono due: Emmanuel Macron e Keir Starmer.
Francia e Regno Unito hanno deciso di realizzare una missione in Ucraina «di rassicurazione», a cui parteciperanno anche altri Stati, spiega Macron ai giornalisti. «Oggi la proposta viene da Francia e Regno Unito ed è accettata da Ucraina e altri Stati membri, non c’è bisogno dell’unanimità per questa missione a guida francese e britannica. Abbiamo lavorato in team anche con i rappresentanti delle Forze armate ucraine, per definire luogo, numero di forze e capacità. Niente è escluso, dalle forze di terra a quelle marittime a quelle aeree, ma queste non si sostituiscono né ad eventuali forze di pace né alle forze ucraine», ha detto Macron. «la Russia non vuole la pace, ma a prescindere da quello che farà la Russia noi vogliamo rispettare il diritto internazionale», ha proseguito Macron aggiungendo che a queste «forze di rassicurazione parteciperanno diversi Paesi europei». Tra i quali, mancherà l’Italia. Ci saranno squadre franco-britanniche a formare l’esercito di Kiev, ha aggiunto. «E spero che la Cina svolga ruolo attivo per pace».
«L’accordo di pace verrà reso operativo non appena assumerà una forma precisa». E perché ciò avvenga «è necessario il sostegno e l’impegno degli Stati Uniti». Così Starmer nel corso di una conferenza stampa accanto a Macron. Gli sviluppi dovranno vedersi nell’arco di “giorni e settimane”, non di “mesi”, ha aggiunto il premier britannico. «Non voglio porre una scadenza vincolante, ma dobbiamo vedere lo sviluppo di questa processo nel giro di giorni e settimane, non di mesi, dobbiamo andare avanti in quella direzione», ha dichiarato. L’attenzione, ha aggiunto il premier britannico, è rivolta a continuare a fare più pressione sulla Russia «per arrivare al tavolo e negoziare davvero». Al vertice di Parigi l’Unione europea – riferiscono fonti Ue – ha ribadito l’impegno per la fornitura di 2 milioni di proiettili di artiglieria di grosso calibro (per un costo di 5 miliardi di euro). A questi si aggiunge la componente militare del prestito G7/Era (del valore di 18 miliardi di euro per l’Ue), tenendo conto delle esigenze e delle capacità produttive ucraine. Inoltre, vi è l’impegno degli Stati membri dall’inizio di quest’anno a fornire 17 miliardi di euro di supporto militare aggiuntivo all’Ucraina. Infine, il rafforzamento del coordinamento tra gli Stati membri per garantire che le forniture corrispondano alle esigenze ucraine.
“Londra e Parigi continuano a escogitare piani per l’intervento militare in Ucraina. Tutto questo è mascherato da una sorta di missione di mantenimento della pace”, commenta la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, citata dalla Tass. Siamo alla solita “guerra delle dichiarazioni”. Il copione non cambia. Quel che sta cambiando è l’asse europeo. In attesa del nuovo governo tedesco, a guidarlo sono gli “epigoni” di De Gaulle e Churchill…Come ha detto Macron: “Dobbiamo sperare nel meglio e prepararci al peggio”.