L'inchiesta sui fondi UE

Marine Le Pen colpevole di appropriazione indebita dei fondi UE: ineleggibile per 5 anni, dice addio alle Presidenziali 2027

Esteri - di Carmine Di Niro

31 Marzo 2025 alle 11:38

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Marine Le Pen colpevole di appropriazione indebita dei fondi UE: ineleggibile per 5 anni, dice addio alle Presidenziali 2027

Colpevole di appropriazione indebita di fondi pubblici del Parlamento europeo. Lunedì un tribunale di Parigi ha riconosciuto colpevole Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, e otto eurodeputati del suo partito di estrema destra (tra questi il sindaco di Perpignan, Louis Aliot, l’ex presidente ad interim del RN Jean-Francois Jalkh, l’eurodeputato Nicolas Bay e l’ex numero due del partito Bruno Gollnisch), nell’ambito del processo per una vicenda che riguarda il periodo tra il 2004 e il 2007 in cui Le Pen ricopriva il ruolo di europarlamentare.

Lo scorso novembre la procura aveva chiesto per la leader del Rassemblement National una condanna a cinque di reclusione, di cui tre con pena sospesa, al pagamento di una multa di 300mila euro ma soprattutto all’ineleggibilità per cinque anni con effetto immediato, senza attendere i successivi gradi di giudizio.

Un incubo diventato realtà per Le Pen: la leader di RN è stata condannata all’immediata ineleggibilità per cinque anni dal tribunale di Parigi, oltre che a quattro anni di reclusione di cui due da scontare col braccialetto elettronico.

È questo, politicamente parlando, il problema più grosso per Le Pen: l’ineleggibilità le impedisce di candidarsi alle elezioni presidenziali francesi previste nel 2027. Al momento il Rassemblement National è il grande favorito, anche se con due anni ancora da affrontare è chiaro che i sondaggi possono essere soggetti a stravolgimenti. Il successore naturale di Le Pen è Jordan Bardella, il suo delfino di 29 anni che le è succeduto alla guida del partito nel 2021.

Marine Le Pen e il suo partito non sono mai stati così popolari: il Rassemblement National è stato il partito più votato alle elezioni legislative dell’anno scorso, vinte dalla coalizione di sinistra del Nuovo Fronte Popolare grazie al “patto di desistenza elettorale” tra la coalizione del presidente Emmanuel Macron e la sinistra di Jean-Luc Mélenchon prima del secondo turno.

L’inchiesta che ha visto Le Pen condannata riguarda il periodo tra il 2004 e il 2007 in cui la leader di RN era europarlamentare: secondo i magistrati Le Pen ha speso i fondi del Parlamento europeo per assumere e pagare quattro assistenti parlamentari che però finirono per lavorare per il Front National in Francia (in quel periodo RN si chiamava ancora col suo vecchio nome, ndr).

Tra le persone presentate come assistenti parlamentari ci sono Thierry Legier e Catherine Griset, nonché gli attuali deputati del Rassemblement national Timothee Houssin e Julien Odoul, e Yann Le Pen, sorella di Marine Le Pen, oltre a quattro collaboratori del partito, tra cui Wallerand de Saint-Just.

Un comportamento ovviamente illegale per lo statuto del Parlamento europeo, che vieta espressamente che i fondi versati ai deputati per assumere assistenti siano usati per finanziare l’attività politica nazionale.

Per la procura il comportamento tenuto da Le Pen rientrerebbe in un più ampio “sistema di appropriazione indebita” nato sotto la direzione del padre di Marine, Jean-Marie Le Pen, colui che sdoganò l’estrema destra in Francia, per far risparmiare il partito. Nella sentenza il presidente del tribunale Bénédicte de Perthuis ha precisato che l’importo delle appropriazioni indebite nei confronti di  Marine Le Pen ammonta a 474mila euro per i posti di quattro assistenti parlamentari.

31 Marzo 2025

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